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| Fiera del Tartufo d'Alba? No grazie |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| martedì 25 settembre 2007 | |
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Il Tartufo bianco d'Alba, per me, è come il pesto per un Genovese; fa parte della storia, è un qualcosa che, con il tempo, è entrato nel Dna. Sono Albese da parte di Mamma, e la fiera del Tartufo è presente nei miei ricordi fin dall'infanzia, quando giostre e bancarelle, corsa degli asini e pallone elastico, erano l'attrazione per gli abitanti della città, e per i langaroli, che scendevano dalle colline, per vendere i loro prodotti e fare un giro in città.
Il Tartufo purtroppo non è coltivabile, (così come i Porcini, per intenderci), e a differenza dei Porcini, non è possibile trovarne in grande quantità, ancor meno il bianco d'Alba. E' la natura, non è sufficiente cercarli. E allora, quello che ci si chiede ormai da diversi anni è questo: se già in passato quando erano poche le persone interessate ai Tartufi, risultava come un'impresa trovarne, nonostante lo zio o l'amico andassero in cerca di tartufi con il proprio cane, qualcuno sa spiegarmi come sia possibile oggi, soddisfare la richiesta di migliaia di persone provenienti da ogni parte d'Europa? Tutti questi Tartufi, da dove vengono? Ricordo i tre o quattro tartufi che ad ottobre arrivavano a casa mia, in un'albarella chiusa, piena di riso, lasciare odore per tutta la cucina, nonostante fossero tenuti in frigorifero, al fresco, in attesa di essere consumati su di una fonduta o su di un uovo sodo. Che pena vedere oggi la gente in fiera, dover avvicinare al naso i tartufi per sentirne l'odore! E allora, provetti estimatori, preoccupatevi di saperne di più sul Tartufo bianco d'Alba prima di arrivare in fiera e mettera alla prova le vostre narici, con odori ereditati dal contatto di ciò che tenete in mano con Tartufi veri, che purtroppo non potete acquistare, perchè siete in cerca di una prelibatezza, che la natura non concede al grande pubblico. Preoccupatevi di saperne di più, prima di acquistare a peso d'oro un Tartufo Toscano, Emiliano, Umbro, o addirittura Calabrese, a dar ascolto alle voci che circolano ad Alba, sulla provenienza dei preziosi tuberi. Il Tartufo bianco d'Alba solitamente è di dimensioni modeste (2-3 nel palmo di una mano). E' bruttino a vedersi (sembra una patata informe), di colore beige scuro, emana un odore fortissimo che non necessita di impegno per essere sentito. Il bianco d'Alba di grosse dimensioni non è così comune... L'odore tenue non è mai un buon segno, diffidate! |
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Con gli anni poi il Tartufo bianco d'Alba, è diventato un prodotto sempre più conosciuto ed apprezzato sia in Italia che in Europa.




