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Don Paolo Farinella, la Chiesa e il movimento a 5 stelle Stampa E-mail
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Scritto da Maurizio Caudana   
lunedì 19 ottobre 2009

L'intervento di don Paolo Farinella nel corso del primo incontro ufficiale del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo, mi ha tenuto incollato allo schermo del pc per tutti i 20 minuti della sua durata. Forse perchè erano anni che non sentivo un Sacerdote parlare apertamente del proprio punto di vista al riguardo della politica, e dei rapporti della Chiesa con la politica.

Da un punto di osservazione finemente morale, nel quale l'analisi dei doveri a cui la Chiesa Cattolica è sottoposta dalla stessa Dottrina che predica, si vede scontrare con le posizioni dubbie e discutibili che i "piani alti", (ma non solo), spesso adottano verso i politici, e di conseguenza verso la politica stessa.

Che la mancanza di moralità, e la dimostrata collusione del malaffare con i Governi che si sono susseguiti nel Parlamento Italiano, non abbiano costituito un motivo sufficiente per prendere una posizione inequivocabile e Cristiana, dimostra anzitutto il grande interesse della Chiesa a non incrinare i rapporti con i poteri forti, dai quali si potrebbe essere infastiditi, o, ancora meglio, dai quali si potrebbe trarre vantaggio.

La storia recente della Chiesa Cattolica, mostra un Regno Pontificio alquanto turbato ed offeso dall'aver perso il proprio potere temporale con l'Unità d'Italia, e questo dopo secoli di dominio, non stupisce affatto. La necessità dei Patti Lateranensi come "antidoto" al malessere profondo vissuto dalla Chiesa su questo argomento, ha aperto le porte ad un nuovo potere temporale a disposizione della Chiesa, più blando e meno burocratico di quanto non lo fosse in precedenza, ma comunque forte e capillare.

La perfetta sintonia tra fascismo e Cattolicesimo durante il ventennio, ha offerto alla società contadina Italiana una via per crescere, e per entrare a far parte di un progetto nazionale mai visto in precedenza nella penisola. Ma questo, seppur storicamente giustificabile, non dovrebbe portare ai giorni nostri attraverso 40 anni di Democrazia Cristiana, durante i quali i Patti Lateranensi si sono dimostrati una scelta quanto mai opportuna.

Lo scudo offerto all'Italia a protezione del reale pericolo Comunista che la Guerra Fredda portava sull'Europa, non è bastato ad evitare il crollo della Democrazia Cristiana, (ovviamente collusa e infangata da 40 anni di accordi con chiunque), ma ha forse offerto alla Chiesa il motivo per proseguire nei suoi intenti di mantenere in vita una sorta di potere temporale.

Quella necessità irrinunciabile sopravvive nella Chiesa di oggi, forse come un retaggio culturale, forse come una tentazione irresistibile, forse come conseguenza di una missione Divina fraintesa.

Fatto sta che don Farinella và a mettere il dito nella piaga, come ogni incredulo che si rispetti. E San Tommaso ci insegna quanto diritto si abbia nel volerlo fare.

 
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