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Dieta mediterranea Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
mercoledì 18 luglio 2007

dieta_medit.jpgNon mi sorprende che un grande Paese come la Spagna abbia chiesto all’Unione Europea di annettere la classica Dieta Mediterranea alla lista del Patrimonio dell’Umanità, propria dell’ Unesco, per il valore storico che ha assunto questo modello alimentare negli stili di vita e per i benefici alla salute dimostrati scientificamente. Avremmo dovuto già farlo noi italiani…..questa dieta fa parte della cultura quotidiana, quindi sembra fisiologico considerarla l’unica vera soluzione per vivere bene e a lungo.

La dieta mediterranea non è uno specifico programma dietetico, ma un insieme di abitudini alimentari tradizionalmente seguite dai popoli della regione mediterranea.

Vi sono almeno 16 stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo e le abitudini alimentari variano da Paese a Paese a seconda della cultura, delle tradizioni etniche e della religione. Ma vi sono alcune caratteristiche che li accomunano…

Un elevato consumo di frutta, verdura, patate, fagioli, noci, semi, pane e cereali

Uso dell’olio d’oliva per cucinare e per condire

Moderate quantità di pesce, ma poca carne

Piccole/moderate quantità di formaggio grasso e yogurt intero

Consumo moderato di vino, di solito ai pasti

Alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi

Stile di vita attivo

Un paio di anni fa a Roma, presso l’Università la Sapienza, si è svolto il primo Congresso sull’alimentazione delle tre religioni monoteiste (cristiana, ebraica e musulmana) trovando come punto comune la Dieta Mediterranea. Ogni scienziato di ciascun Paese, di tutto il bacino toccato dalle acque di questo grande mare, ha presentato un modello alimentare che, pur con cibi diversi, ha trovato similarità, se non coincidenza, di ingredienti nutritivi.

Purtroppo, alcuni Paesi europei si sono legati strettamente al regime gastronomico-dietetico americano, che è basato solo ed esclusivamente sull’eccesso delle proteine e dei grassi, ma quest’ultimo regime dietetico non riesce a risolvere positivamente l’allungamento della vita, migliorandone la qualità, come già dimostrato dalla Dieta Mediterranea.

Considerato ciò, é giusto che l’Unesco riconosca alla Mediterranea il primato della qualità della vita perché giova anche all’umore, aspetto importante, in una società che va sempre di più verso la depressione psicologica e sempre meno verso la gioia di vivere.Per prevenire le malattie gravi, come quelle cardiovascolari e i tumori, è necessario introdurre molta fibra alimentare, di cui sono ricchi: la frutta, la verdura i cereali (pasta, riso, pane) e i legumi, ma se questi alimenti rimanessero gli unici a nutrirci, avremmo delle carenze nutritive.

Ecco perché bisogna aggiungere il latte e i latticini, la carne, bianca e rossa, il pesce, le uova, e perché no, un buon bicchier di vino ai pasti e un buon caffè alla fine del pasto. Questa è la Dieta Mediterranea! Non si tratta di una anonima lista di alimenti comuni, infatti, quando gli scienziati dell’Authority Europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) vengono a Parma, sede europea di questa istituzione comunitaria, apprezzano particolarmente i nostri piatti che non trovano nel Nord-Europa e in Oriente e capiscono le ragioni della migliore qualità di vita, della grande area mediterranea.

L’Unesco ha sempre difeso ciò che migliora la vita e ciò che appartiene a tutti; fa quindi bene ad inserire la Dieta Mediterranea anche perché da un pò di tempo, è diventata, il desiderio di popoli, come quello americano o orientale, che vorrebbero allinearsi alle nostre abitudini alimentari salutiste.

Repubblica


 
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