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Di ritorno dal V2Day, la nostra lunga giornata è proseguita
con il concerto dei Mamalook , ormai cominciato al nostro arrivo, da una decina
di minuti.
Dopo il concerto, rinnovati i complimenti per la performance,
inevitabilmente il discorso è caduto sul V2day, il nostro entusiasmo ancora
altissimo, i ricordi freschi, la giornata travolgente ci illumina gli occhi, e
le dita formano V a volontà, incontrollabili.
L’amico Enzo, che cura la parte grafica ed i video per il
gruppo, uscendo dalla sua solita compostezza, dissente fermamente dal V2Day, da
Beppe Grillo, dalla scelta del 25 Aprile come data per svolgere questa
manifestazione. Per Enzo è una forzatura, un sopruso. Il 25 Aprile è un giorno
di memoria, un giorno per ricordare un evento in particolare, (la Liberazione),
è niente altro. Non certo un momento per scendere in piazza, ed urlare il
proprio Vaffa… per questo o per quest’altro.
Il suo essere scocciato traspira sincerità, e le sue parole
proseguono con esempi, e situazioni, che richiederebbero davvero attenzione, a
suo avviso, più che Beppe Grillo ed il Vaffa Day.
La posizione di Enzo, non è l’espressione del
pensiero di un singolo. Molti non hanno condiviso una manifestazioni come il V2Day. Per fortuna, aggiungo io.
L’importanza di avere opinioni e
posizioni personali, non può essere barattata con alcuna cosa al mondo. E’
sintomo di libertà individuale, da cui deriva inevitabilmente, una società
libera ed eterogenea, ancora capace di discutere se stessa.
Ma oltre al pensiero personale al riguardo della data
scelta, e del modo (poco consono), di esprimere il proprio dissenso con un
Vaffa, a monte di questa manifestazione, (che si è presentata come una nuova
forma di resistenza alle nuove forme di regime, nella città simbolo della
resistenza partigiana), esistono tre punti, molto semplici, chiari e lineari,
da non sottovalutare, alla luce delle migliaia di persone che hanno firmato
quel giorno, per un referendum abrogativo su:
- l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini,
presente solo in Italia.
- la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che
la rende dipendente dalla politica.
- l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla
radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset
La mia risposta, a chiunque dissenta dal V2Day, invita ad
analizzare a fondo questi tre punti per i quali si è manifestato, e propone di
valutare liberamente ed in coscienza, se questi punti non siano comunque
condivisibili, qualunque sia la propria provenienza politica, le proprie
speranze, e le aspettative di ognuno.
Pretendere che le informazioni possano essere diffuse
liberamente, che i canali mediatici siano equamente distribuiti, e che
l’informazione VERA, sia mantenuta in vita dalle vendite delle copie dei
giornali, e non da finanziamenti con milioni di Euro delle nostre tasse, non
può che far bene a qualunque tipo di informazione, anche a quella che dissente
dal V2Day.
Il nostro paese ha necessità urgente di punti condivisibili
per il bene di tutti, perché di opinioni contrastanti ne abbiamo in avanzo.
V2Day. Per una informazione libera.
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