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Quando ci si trova di fronte ad un termine nuovo, la prima
preoccupazione è comprenderne il significato letterale. La seconda, quello
concettuale.
Il significato letterale di questa espressione è pressappoco “Risorsa
nelle masse”, anche se non potrei metterci la mano sul fuoco, visto che è un
neologismo anglosassone.
Passando al significato concettuale dell’espressione, saprò darne una spiegazione, che rispecchi la realtà. Per
cominciare, è necessario pensare ad un’azienda, che immette sul mercato un nuovo
prodotto.
Prendiamo come esempio un servizio, quale potrebbe essere la posta
elettronica. L’azienda ha lavorato alla realizzazione tecnica del servizio, ed
è giunta al termine del progetto, conscia di aver creato un meccanismo
funzionante. Funzionante non significa esente da difetti. Tanto meno,
capace di rispondere pienamente alle aspettative dell’utente.
Per sapere in quale misura il nuovo prodotto soddisfa funzionalità ed aspettative, ed eventualmente reperire soluzioni rapide su come poterlo migliorare, sarà necessario far ricorso al CrowdSourcing.
Nel momento in cui i clienti inizieranno ad utilizzare il
servizio, verranno invitati a segnalare all’azienda, le proprie impressioni su ciò che stanno utilizzando, verrà chiesto loro cosa vorrebbero ottenere in più da quella risorsa, e dove eventualmente migliorarla.
Le risposte ottenute da questi sondaggi, le
impressioni ricevute da coloro che stanno utilizzando il servizio,
costituiscono materiale davvero prezioso per le aziende.
Prezioso anzitutto perché fornisce una risposta concreta al riguardo delle
esigenze dei clienti, e su eventuali difetti del servizio/prodotto. Prezioso, perché l’azienda non dovrà sborsare un solo centesimo per
queste informazioni di prima mano.
Il CrowdSourcing consiste quindi nell’utilizzo
di gruppi di persone esterne all’azienda, a cui viene chiesto di svolgere
volontariamente, operazioni che un tempo venivano svolte tra le mura aziendali.
Il cliente lasciato all’esterno dell’azienda, inteso come anonimo ed acritico
utilizzatore di un servizio, o di un prodotto, è cosa del passato. Oggi il cliente
viene “assunto” dall’azienda, con una forma di “contratto”, incredibilmente
atipica.
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