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E' in orbita Cosmo-SkyMed, il primo satellite al mondo interamente
duale per scopi civili e militari, completamente realizzato dalla
scienza, dalla tecnologia e dal lavoro d'impresa del nostro paese. Cosmo-SkyMed si è staccato alle 19;34 (ora locale del 7
giugno), le 04;34 ora italiana di oggi, dalla rampa di lancio della
Vandenberg Air Force Base militare statunitense, in California,
portato nello spazio da un razzo Delta2 della Boeing.
Il primo
satellite della Constellation of Mall Satellite For Mediterranean
Observation è quindi regolarmente entrato nella sua orbita
circa 58 minuti più tardi, alle 20;32 ora locale, le 05;32 in
Italia, quando cominciava di fatto un nuovo giorno con la maggiore
impresa spaziale nazionale.
Una missione nata da un accordo
tra l'Agenzia Spaziale Italiana guidata da Giovanni Fabrizio Bignami,
il ministero della Ricerca di Fabio Mussi, il ministero della Difesa
di Arturo Parisi, l'impegno tecnologico di Thales Alenia Space Italia
guidata da Alberto Penazzi, capocommessa della missione, mentre la
Telespazio con a capo Giuseppe Veredice ha avuto la responsabilità
della realizzazione dei segmenti a terra.
Ad assistere al
lancio a Vandenberg sono arrivati oltre 100 tra scienziati, tecnici e
rappresentanti militari del nostro paese, tutti esperti che hanno
reso possibile una missione spaziale che già si è
accreditata come unica per l'Osservazione della Terra per la
prevenzione dai disastri e la sicurezza strategica.
E costata circa
1.100 milioni di euro nel suo complesso tra progetto, tecnologia,
lancio e infrastrutture a terra. Dopo la partenza di oggi del primo
Cosmo-SkyMed si guarda giaàal lancio del secondo satellite
della costellazione di quattro, prevista per la fine del 2007, a
novembre.
A scrutare il nostro pianeta da oggi sarà un
insieme di tecnologie sofisticatissime montate bordo di Cosmo-SkyMed
che riprenderanno immagini in tre dimensioni con una precisione pari
a 1 metro e anche meno. La parte del leone la fa un sensore radar ad
apertura sintetica (sar) che lavora in banda X e dotato di un'antenna
attiva che rappresenta uno dei gioielli di tutta la missione.
L'antenna al momento del lancio era ripiegata in tre pannelli
collocati lungo la carrozza del satellite e si spieghera' una volta
in orbita dando l'avvio ai 1.300 trasmettitori elementari che la
compongono. La capacità di memoria a bordo è pari ad
oltre 300 Gbit ed è capace di immagazzinare riprese radar di
immagini che poi invierà a terra.
Tutte queste
tecnologie renderanno possibile alla costellazione dei quattro
satelliti, una volta completata entro il 2009, fino a 450 riprese al
giorno, pari a 1.800 immagini radar nelle 24 ore, immagini che
arrivano a terra in forma criptata attraverso un link in banda
X.
Con Cosmo-SkyMed dati e informazioni sul fronte strategico
militare si tradurranno anche in un dettagliato lavoro di
intelligence, per prevenire e gestire situazioni di crisi, per
verificare l'applicazione di trattati internazionali in materia di
disarmo, per fini tattici a supporto di operazioni militari, fino,
sul fronte della sicurezza, a controllare e prevenire l'immigrazione
clandestina, lo spostamento di massa di profughi, la sorveglianza del
territorio anche urbano, oltre al coordinamento di interventi di
aiuto umanitario.
Il suo sofisticatissimo radar avrà
pero' anche il compito di tenere sotto controllo lo stato
dell'ambiente della Terra, dalle frane alle alluvioni, dai tanti
rischi sismici, dalla cappa micidiale dell'inquinamento atmosferico.
Non sfuggiranno agli occhi dei satelliti Cosmo-SkyMed anche
le eruzioni vulcaniche, fino a poter registrare il 'respiro'
dell'Etna in affanno quando sta per esplodere in una nuova eruzione.
Grande il dettaglio delle immagini che potra' offrire alla Protezione
civile in caso di catastrofi naturali ed ecologiche, come lo
sversamento di petrolio nei nostri mari.
Fonte (AdnKronos)
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