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Capossela, il poeta paroliere Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
mercoledì 16 maggio 2007

Chi l’avrebbe mai detto: riuscire a mettere in musica le parole di Michelangelo. Eppure a farlo è stato il poliedrico e stravagante Vinicio Capossela.

Il Rinascimento è dunque fra noi. Capossela si è costruito per gradi un percorso di rimandi e idee grazie al quale sta ridiventando se stesso: un istrione felice e senza freni, pronto a cogliere un umore (o una commissione come in questo caso), per navigare in acque perigliose.

Già nel Duemila aveva inciso per l’album Renaissance del musicista francese Philippe Eidel, tre Rime michelangiolesche, che aveva poi proposto nel 2003 al Premio Tenco. Con lo stesso team, ha debuttato nei giorni scorsi, in Fuggite amanti amor... Ancora rime e lamentazioni di Michelangelo, però stavolta da lui stesso musicate per la rassegna Genio Fiorentino.

Di sicuro si disegna la possibilità di un buon album firmato Michelangelo-Capossela, che potrebbe uscire per fine 2007.

Ci sarà voluta per Vinicio grande dedizione per musicare versi come «Veggio co’ be’ vostr’occhi un dolce lume/che co’ mie ciechi già veder non posso...». Ritagliandosi un peso da divulgatore, giustamente Vinicio li definisce «Versi un po’ comprensibili e un po’ no, interrati in un grande spirito...c’è qualcosa di plastico e di materico in questa poesia...».

Il lavoro di Vinicio Capossela si presenta come un affresco di pezzi solenni, i cui singoli elementi discendono dalla notte dei tempi e per ciò contengono il seme del tutto, compresa la loro parte di attualità. «Quando si sono presi certi respiri – spiega l’artista - non ci si può più ridurre a parlare di contemporaneità. Non c'è più bisogno di nominare i potenti, i superbi di oggi, i furbi di oggi, di un È che è già Fu. Niente, sono polvere anche loro.

Presa questa misura, allora si può scrivere, cantare dell'uomo, della terra, nell'attualità degli ottomila anni che l'abitiamo. “Le religioni, e in generale le Scritture, sono piene di visioni, di profeti e di allucinazioni. Esse sono la madre di tutte le allucinazioni. Basti pensare alla scrittura biblica; in ciò che è biblico sono comprese la Creazione, L'Apocalisse.. sono visioni enormi, il crogiuolo da cui nascono uomini e dei».

Il 25 maggio, Capossela debutterà a Cremona in un altro progetto: con un Ensemble di musicisti greci, rivede il proprio vecchio repertorio in chiave etnica; il 26/27 maggio sarà al Folk Club di Torino e il 28 a Milano.

(Ansa-la Stampa.it)

 
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