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| Bagnasco, la nuova leva di politici Cattolici, e la Dc |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| giovedì 28 gennaio 2010 | |
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Essendo il ricambio generazionale il problema più grande della società, e della politica Italiana di oggi, sognare una nuova generazione di politici Cattolici è un'utopia infantile. Se il Cardinal Bagnasco si fosse almeno preoccupato di fornire un indirizzo civico al quale presentarsi per "l'arruolamento", avrebbe dimostrato per lo meno di voler contribuire in prima persona alla realizzazione del suo sogno. Sognare, auspicare, sperare, sono termini molto utilizzati da chi sfrutta i mass media, e tenta così di trasmettere un senso di appartenenza ad una determinata categoria sociale. Anche pensando di aderire all'appello del Cardinale, si presenterebbero fin da subito due macroscopici problemi al neofita politico Cattolico: il primo di ordine morale, il secondo di ordine etico.
La politica Italiana, (come risaputo), vive di un sistema autopoietico e inciucista , e si presenta da subito l'impossibilità di aderire e partecipare al mondo politico, senza tradire i principi di onestà e trasparenza che la religione impone, e che un vero Cattolico non può trascurare. Alcuni dicono che i Cattolici dovrebbero organizzare un'alternativa politica, e fare la differenza. E qui nasce il secondo problema, che per chi non ricorda la Democrazia Cristiana e la sua storia, potrebbe risultare incomprensibile. La famosa "differenza" che i Cattolici dovrebbero fare in politica, è stata dimostrata nei 40 anni di DC, durante i quali la Chiesa stessa ha potuto approfittare di un avamposto politico di tutto rispetto. Avamposto politico che ha sempre vantato lo stretto legame con i vertici della Chiesa, a partire dal suo fondatore. Ma persino questo legame strettissimo, che ha favorito in modo decisivo l'orientramento dei voti per 40 anni di storia Repubblicana, non ha saputo garantire l'onestà dei politici all'interno del partito, e tantomeno l'efficacia della supervisione della Chiesa nel contrastare la collusione e l'illegalità, (inclusa quella mafiosa), rendendo palese l'ipocrisia della politica nel far buon viso a cattivo gioco, e della Chiesa, nel condannare ciò che conviene, quando conviene. Purtroppo ai vertici della Chiesa Cattolica, si adotta spesso una filosofia particolare verso i propri referenti: quando questi vincono ed offrono prestigio e vanto alla Chiesa, il prestigio ed il vanto appartengono a tutta la Chiesa. Quando perdono, per i motivi più differenti, perdono rigorosamente da soli, tra mille imbarazzi e giustificazioni di ogni sorta, ma senza l'ammissione di alcuna corresponsabilità. Ma non deve essere così! Per questo non voterei mai un politico o un partito, solo perchè si dichiara Cattolico, ed ottiene il benestare della Chiesa. Da quando la Dc ha perso credibilità politica, l'ha persa anche la Chiesa Cattolica, che non ha saputo prendere le distanze da un partito che da Moro a Tangentopoli , stava dimostrando di non avere più nulla di Cristiano oltre al nome. |
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Il problema morale riguarda
l'approccio che il novello politico dovrebbe adottare verso la
politica, non riuscendo a trovare una porta di accesso che renda
giustizia ai principi di onestà e trasparenza.




