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Acqua del rubinetto?..Sì grazie Stampa E-mail
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Scritto da Susanna de Palma   
mercoledì 11 luglio 2007

La Città di New York tenta di convincere i suoi abitanti dei vantaggi dell’acqua del rubinetto, altrettanto buona di quella in bottiglia, decisamente più economica e amica dell’ambiente.
La Grande Mela ha lanciato una campagna pubblicitaria – ha scritto ieri il «New York Times» - per promuovere la cosiddetta «tap water» invitando i ristoranti a sostenerla. I funzionari della città non hanno dubbi: fa risparmiare e riduce l’inquinamento.
Secondo i gruppi ambientalisti, quattro bottiglie di plastica su cinque finiscono nelle discariche a cielo aperto, mentre il processo di produzione contribuisce al surriscaldamento globale.
Bisognerà vedere come reagiranno i newyorkesi, alle prese con un’estate molto calda, alla nuova moda: qualche ristorante in California ha già iniziato a servire solo acqua del rubinetto e alcuni locali a New York si dicono pronti a seguire l’esempio. acqua_rubinetto.jpg

Tornando in Italia, ho voluto fare una piccola ricerca per aggiornarmi sull’argomento, ed ecco che scopro che le famiglie italiane consumano 10 miliardi di metri cubi di acqua all'anno.

Le attività di casa svolte senza pensarci fanno scorrere una quantità impressionante di acqua: 40-50 litri in cucina per cucinare e lavare le stoviglie; dagli 8 ai 30 litri ogni volta che azioniamo lo sciacquone; 100 litri per il bagno nella vasca; 50 litri per la lavastoviglie; 170 litri per la lavatrice, ciclo completo a 90° C. Solo 2 litri per bere. Risparmiare acqua è un imperativo ecologico.

L'acqua imbottigliata è un business da 4500 miliardi, di cui 1500 spesi in pubblicità; non a caso: il mito si sgonfia se non è alimentato. L'acqua "del sindaco", ovvero dell'acquedotto costa dalle 500 alle 1000 volte in meno, però nessuno la pubblicizza; anzi.
L'acqua imbottigliata ha un peso ambientale. Le bottiglie miliardarie vengono trasportate su sbuffanti Tir per lunghe distanze: basta guardare l'etichetta della bottiglia sul desco per accorgersene. I contenitori diventano rifiuti subito dopo l'uso, e quelli di plastica sono destinati in genere all'inceneritore, e solo in piccola parte al riciclaggio. Tutto ciò, senza alcun beneficio per la salute.

Non solo perché in molte zone d'Italia l'acqua del rubinetto è anch'essa minerale, perché scaturisce da sorgenti. Ma anche perché l'acqua dell'acquedotto è controllata tutti i giorni nelle grandi città, e settimanalmente nelle altre; quando i limiti di legge non sono rispettati scatta la non potabilità. L'acqua di bottiglia, invece, viene controllata dalle autorità pubbliche "ogni tanto", e possono passare anni (le leggi sono molto permissive).

La plastica poi non fa certo bene al contenuto, soprattutto quando viene lasciata magari a lungo sotto il sole, e la durata di scadenza è troppo lunga: Oltretutto, secondo alcuni test, molte acque minerali non sarebbero potabili per legge, superando ad esempio la soglia di attenzione per i nitrati, e per altri "veleni", ammessi più nella bottiglia che nell'acqua minerale (nelle quali, ad esempio, si trovano addirittura arsenico e cadmio in percentuali superiori a quelle tollerate dalle autorità sanitarie mondiali). Né le etichette accennano mai alle controindicazioni di certe acque, troppo o troppo poco ricche di minerali e altri elementi..

Se bere acqua in bottiglia è assurdo nei luoghi in cui anche quella del rubinetto proviene da sorgenti continuamente controllate, qualche spiegazione è dovuta a chi ha rubinetti che attingono da acque di superficie.
Le acque potabili prevedono un lungo processo di depurazione a monte del rubinetto: sedimentazione, preparazione, potabilizzazione tramite chiarificazione, preclorazione, filtrazione su sabbia silicea, filtrazione su carbone attivo granulare, disinfezione finale. Attraverso le condotte, il serbatoio di accumulo, la rete urbana, l'acqua arriva nelle nostre case.
Un'acqua così potabilizzata non può per legge avere residui di sostanze organiche e inorganiche superiori alle quantità consentite né presentare agenti inquinanti; è quindi buona da bere purché abbia un gusto accettabile (che comunque è molto legato ad abitudini anche rivedibili).
Quindi: in genere l'acqua del rubinetto si può bere senza problemi..
Allora forse è il caso di partecipare a iniziative di pressione sulle autorità affinché introducano i nuovi sistemi di depurazione proposti fra gli altri da Greenpeace.
Diminuire il consumo di acqua, ridurre l'apporto di inquinanti che passano nell'acqua in uscita dagli scarichi domestici, scegliere l'acqua da bere, salutare, ecologica, risparmiosa, vale la pena impegnarsi: perché di impegno ne mette tanto la natura a far evaporare una goccia dal mare per poi restituirla senza sale alla Terra.

(tratto da "Manuale pratico di ecologia quotidiana" di M. Coreggia)

 
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