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| 97% invenduto - Il fallimento del vaccino antinfluenzale |
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| Scritto da Maurizio Caudana | |
| giovedì 12 novembre 2009 | |
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Dalle notizie che giorno dopo giorno compaiono sui quotidiani, si apprende che quella diffidenza che ognuno pensava di aver adottato in modo indipendente verso la possibilità di vaccinarsi, alla fine si scopre essere una caratteristica comune alla maggiorparte dei cittadini. E' da agosto che si parla continuamente di questa influenza, ed il messaggio trasmesso alla popolazione è stato fin da subito chiaro, e senza oppositori: arriverà presto un'influenza così forte, che la pandemia sarà inevitabile, e le morti numerose. Il martellamento mediatico è stato incessante, tanto che ci si è ritrovati ad un certo punto a parlare della malattia e dell'opportunità di fare il vaccino, senza che il vaccino fosse ancora disponibile!
Il secondo errore comunicativo, è avvenuto nella costante quanto deludente ricerca ossessiva dei morti, a causa di questa influenza. Si è avuta l'impressione che stormi di giornalisti fossero in attesa di una qualunque morte sospetta, per imputarla a reti unificate alla nuova e famigerata influenza. A questo dobbiamo aggiungere il reale interessamento della popolazione, che ad un certo punto si è rivolta al proprio medico per cercare di capire. E trovando il personale medico in prima fila nell'evitare la vaccinazione, si è naturalmente diffuso un senso di tranquillità, garantito dai pochissimi casi di persone conosciute che hanno contratto il "terribile" virus. Persone, che hanno superato la malattia senza troppi problemi, e della quale hanno lanciato un ulteriore messaggio distensivo, che velocemente si è diffuso tra la popolazione. Ed eccoci qua, tranquilli ed influenzati, chi con il raffreddore, chi con la febbre, chi con la tosse, come ogni inverno che si rispetti. Eccoci qua, con i media che di colpo hanno abbassato i toni, alla luce dei primi risultati sui numeri delle vaccinazioni in Italia: si parla del 97% dei vaccini rimasti invenduti , e, ancor peggio, senza la prospettiva di essere venduti in futuro. I cittadini non ci sono cascati, più astuti e compatti di quanto solitamente non vengano dipinti. Perchè si apettavano una catastrofe, con milioni di malati, e migliaia di morti. Si aspettavano quello che tutte le istituzioni annunciano da mesi, ma che nella realtà non stà avvenendo. Si aspettavano di essere informati, e invece si sono ritrovati ad esser spaventati senza un reale motivo. Il pericolo purtroppo è sempre lo stesso quando si urla "al lupo!" senza motivo, o, per meglio dire, per tutt'altro motivo. Che un bel giorno lo stesso allarmismo potrebbe servire davvero, ma restare inascoltato, come naturale. E come al solito, la colpa non potrà che ricadere sui cittadini negligenti e malfidati. Delle Istituzioni, ci dicono sia necessario fidarsi. Ci fidiamo delle Istutizioni che la fiducia se la meritano, delle altre sarebbe quanto mai urgente una cura per risanarne la reputazione. |
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La stranezza contenuta nel messaggio "informativo", per
quanto nascosta tra le righe, è saltata subito agli occhi di tutti, per
due macroscopici errori comunicativi: il primo nell'uso della parola
"pandemia", che naturalmente ha creato l'aspettativa nella popolazione
di ritrovarsi da un momento all'altro, circondati da un gran numero di
malati, in qualsiasi luogo frequentato da esseri umani. Questa è una
pandemia! Altrimenti è una comune epidemia, o influenza stagionale, come
se ne vedono tutti gli anni.




