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Franco Rol, nipote di Gustavo, mi scrive Stampa E-mail
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News
mercoledì 27 agosto 2008
Quando dico che la rete è un mezzo di comunicazione assolutamente rivoluzionario, non sempre riesco a dare l’idea, di quali siano i riscontri che si riescono ad ottenere da questo mezzo.

Molti credono che la rete, sia solo un gigantesco archivio di pagine, al di fuori di qualsiasi controllo, ma non è proprio così che stanno le cose.

Quando la priorità di chi pubblica un articolo, è quella di essere trovato, e letto, non può pensare ad una pagina anonima, in uno spazio pubblico, come se ne trovano a milioni, sulle varie piattaforme per provetti blogger.

lampada_aladino.jpgE’ sempre più evidente, che la parte del leone nel web, la fanno i motori di ricerca, maggiormente favorevoli a proporre domini di primo livello (quindi registrati a nome di un proprietario), come risultati rilevanti, tra quelli offerti a chi sta cercando.

L’idea quindi, che chiunque dal computer di casa propria, possa far sentire la propria voce, e far conoscere il proprio nome, dovrebbe alimentare il fermento e l’iniziativa in molti cittadini, spingendoli ad uscire dall’anonimato, per entrare senza intermediari, nelle case dei propri lettori.

Ed è proprio quello che sta accadendo, con sempre maggior frequenza, sfruttando Cms gratuiti come joomla o wordpress, attraverso cui conquistare la propria indipendenza nella rete.

A dimostrazione di questo, pubblico una mail ricevuta dal nipote di Gustavo Rol, (Franco Rol), più volte oggetto di inchieste e documentari sensazionalistici, atti a divulgare presunti poteri paranormali del Torinese Gustavo.

Poteri che in vita, Gustavo non ha mai voluto sottoporre all’attenzione di persone esperte in illusionismo, che si sarebbero avvicinati a tali eventi con spirito critico, e con la volontà di capire e dimostrare qualunque cosa fosse comprensibile o dimostrabile.


Buongiorno,

La pregherei di rimuovere la foto di Gustavo Rol associata al ridicolo brano (dall'altrettanto ridicolo titolo) copiato dal prestigiatore Tomatis che avete postato alla pagina:

http://lnx.zigolo.net/gustavo-rol-il-prestigiatore-creduto-sensitivo.html

La foto è protetta da copyright. Se poi rimuoveste anche l'articolo, fareste solo un servizio alla verità.
f.r.


Gentile Franco, come può vedere ho accontentato la sua richiesta, e mi scuso per il grossolano errore, nell’aver utilizzato una foto di suo zio, senza chiedere prima il permesso ad alcuno.

L’articolo “copiato”, non è un articolo, ma una presentazione, che, come si può vedere, porta al sito da cui è tratta, ed al quale mi permetto di fare pubblicità attraverso le mie pagine, ed attraverso i risultati di ricerca, come ha potuto constatare lei stesso, trovandomi.

La Verità che lei cita, necessita fortunatamente di critiche ed opinioni contrarie per manifestarsi, e non può certo essere determinata dall’opinione di un singolo individuo, ancor meno se legami di sangue, condizionano le opinioni e gli intenti di quest’ultimo.

 
Bentornati, Welcome home, Willkommen zu hause Stampa E-mail
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Personale
lunedì 25 agosto 2008

Visti da casa, attraverso il polveroso tubo catodico, immerso ed avvolto dalla quieta ed aristocratica Torino, tutti voi turisti, di ritorno dalle vostre vacanze, fate un po’ di tenerezza. Lunghe code, caldo torrido, benzina alle stelle, e la solita malinconia che accompagna il ritorno, riducono i vacanzieri ad un gregge omogeneo, lasciato a suo tempo libero per il pascolo, ed ora tristemente incanalato verso la conosciuta porzione di stalla, in cui tornare a produrre, come sempre.

Si potrebbe pensare alla mia, come ad una considerazione frutto della gelosia, per non aver fatto nemmeno un giorno di vacanza in questo caldo agosto. Ma non è questo che mi spinge a scrivere.

ombrellone_estate.jpgScrivo, perché ho una confidenza da fare. Una confidenza che spero non rovini a nessuno la vacanza appena conclusa, e magari non faccia tornare il cattivo umore troppo in fretta.

Quello che vorrei dire, è che non è cambiato niente. Da quando siete partiti, ad oggi, non è cambiato un bel niente. Il lavoro, i problemi, le preoccupazioni, i vicini di casa, le strade, le case; tutto è rimasto al proprio posto, ad attendervi, come un'insopportabile bestiola domestica.

C’è da dire però, che questo relax di massa, segna un punto in suo favore: consente a qualche milione di italiani, di tenere spenta la tv per qualche settimana, permettendo all’homo catodico, di riacquistare il proprio sacrosanto diritto all’informazione diretta, quella cioè, vissuta da ognuno di noi, in prima persona.

Un buon proposito per questi primi giorni in città, potrebbe consistere proprio nel continuare a tenere spenta la tv. Potreste non accorgervi che c’è la "nuova emergenza" di chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che gli atleti olimpici, dopo aver partecipato alla manifestazione, invitano tutti a sostenere la questione Tibetana, che al garante per i prezzi hanno prescritto dei barbiturici, e che alla Franzoni proprio non va giù di essere stata condannata in via definitiva.

Insomma, di ritorno dalle vacanze, cercate di non tornare proprio subito alla solita vita. Tenere spenta la tv, è forse una delle poche cose che davvero possono cambiare la giornata. Se non proprio per scelta, almeno per tenere ancora per un po’ la testa all'ombra.

Prima che la vostra uscita venga segnalata a pochi chilometri, e l’abbronzatura torni ancora una volta ad impallidire.

 
Li Wei - Un artista dalla Cina Stampa E-mail
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Artisti in vetrina
venerdì 15 agosto 2008

liwei.jpg Lo svolgimento delle olimpiadi, tra la soddisfazione di alcuni ed il malumore di altri, sta occupando in questi giorni la scena televisiva mondiale, con tutte le specialità olimpiche, ed i rispettivi atleti in gara.

Ma la Cina, con il suo miliardo di abitanti, dovrebbe per logica, offrire innumerevoli occasioni per scoprire e conoscere l’arte e la cultura di un’area geografica tanto grande. Invece raramente, e solitamente attraverso canali informativi secondari, si può venire a conoscenza dell’espressività artistica cinese, sempre più distante dalle proprie origini e dalla propria storia.

Un esempio molto espressivo, porta il nome di Li Wei, eccentrico artista cinese, che attraverso scatti e pose molto curiose, riesce a trasmettere allo spettatore delle sensazioni, e degli stati d’animo alle volte anche molto complessi.

Un artista che della semplicità ha saputo fare un potente mezzo di comunicazione. Certamente sentiremo parlare di questo artista in altre occasioni, nella speranza di poter ammirare una mostra nella nostra vecchia Europa

 
Animali esotici mai visti prima Stampa E-mail
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Fotografia e Immagini
mercoledì 13 agosto 2008

La magia della grafica si spinge fino a mischiare le varie razze animali in una galleria curiosa ed impressionante.

Via Linkinn.com

 
Opificio delle pietre dure e laboratorio di restauro Stampa E-mail
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Tecnologia
lunedì 11 agosto 2008

opificio.jpg

L'Opificio delle Pietre Dure (noto anche con la sigla OPD) è un Istituto autonomo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, (Segretariato generale) la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d'arte.

L'Istituto ha origini composite, frutto di una antica e illustre tradizione e di una moderna e articolata attività, già evidenti nella sua insolita denominazione. Nato per volere di Ferdinando I de' Medici, come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, l'Opificio venne trasformando la sua attività lavorativa, negli ultimi decenni del secolo XIX, in attività di restauro, prima dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia, per poi ampliare la propria competenza verso materiali affini.

In seguito alla grande catastrofe dell'alluvione del Novembre 1966 e alla legge istitutiva del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali del 1975, vennero fusi in unica entità l'antico Opificio

mediceo ed il Laboratorio restauri della Soprintendenza, tra l'altro il vero protagonista dei restauri dell'alluvione. A questo nucleo furono annessi i laboratori minori sorti in seguito all'emergenza dell'alluvione.

 

Libri

Scoperta_Museo_Egizio.jpg

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